IN SEGUITO L’UOMO ARRIVO’ ALLA RUOTA 

articolo di

STEFANO LUCACCHINI

 

Questo non vuole essere un articolo, ma una piccola riflessione sul mondo che ci circonda e che siamo costretti a tollerare. Ritornando a casa dopo una divertente e fruttuosa giornata di pesca sul torrente Versilia, non ho potuto fare a meno di notare l’ingegno e l’impegno da parte dell’uomo nello sfruttare le risorse della natura. Camminando nei boschi e nelle foreste, l’uomo primitivo trovava spesso arbusti, rami e pezzi di albero che giacevano al suolo, inizialmente li utilizzava come legna da ardere, ma in seguito divennero utensili ed armi da difesa e caccia, infatti da lì nacque la pertica, che aveva innumerevoli utilizzi, sorreggeva ed aiutava l’uomo nel suo cammino, acuminandone una delle estremità la si poteva usare come arma per difendersi dai nemici, o per cacciare le prede per procacciarsi il cibo, vi si potevano trasportare animali, insomma da quel ramo l’uomo iniziò  ad adoperare il proprio ingegno.L’ispirazione che nacque  da quel pezzo di legno inerte  lo spinse  ad arrivare ad obiettivi sempre più grandi ed ambiziosi,  portandolo fino alle scoperte che noi tutti conosciamo. Purtroppo, nell’ambiente che ci circonda, la pertica è stata scoperta da poco e ancora non utilizzata a dovere, per ora sono riusciti, dopo lunghi ed attenti studi ad usarla solamente come sostegno , come potete vedere nella foto allegata. Credo che negli anni dopo studi e riflessioni anche questo ingegnoso ed astuto individuo subirà il fascino di quel magico legno, comprendendo le potenzialità intrinseche di quella materia inerte.

In poche parole quello che voglio dire è che l’uomo riesce ad imparare solamente da propri errori e da lì si emancipa e cresce, ma l’uomo Italicus Versilensis, deve ancora sfruttare e distruggere le risorse della natura per arrivare a comprenderne la sua iportanza ed per questo  che continua a contaminare gli spazi naturali con ogni sorta di spazzatura. Non dobbiamo stupirci quindi di vedere ditte che scaricano marmettola e cocciami nel fiume, persone che abbandonano i loro rifiuti nel verde, ed altri idioti che lanciano carte e sporcizia tranquillamente dal finestrino della loro autovettura. Forse fra qualche decina di anni o forse qualche centinaio riusciranno a capire che la loro casa non è quella scatoletta di mattoni linda e pulita dove risiedono ma il mondo che li circonda, un concetto purtroppo per molti incomprensibile.

L’unica speranza per poter vedere un po’ di civiltà oltre al fatto di varcare il confine nazionale è cominciare a sanzionare gravemente questi delitti.

 

 

FOSTI VERSILIA SI BELLA

articolo di STEFANO LUCACCHINI

 

Come è brutto vedere la verde Versilia trasformarsi in grigio cemento, è difficile trovare uno sprazzo di verde dove rilassare la vista e rigenerare la psiche.Tranne rari casi di gestione controllata dello sviluppo edilizio, dove viene lasciato ampio spazio alla natura o perlomeno si costruisce in rispetto di essa,  vediamo per lo più svilupparsi miriadi di orrende costruzioni antiestetiche , non in sintonia con i canoni architettonici locali, alcuni somiglianti a grandi cantieri Navali altri a orrende palazzine degne della peggiore periferia cittadina, contornate da sempre più minuscoli lotti di verde. Mi domando come mai nessuno si opponga a ciò.Alcune riviste che dicono di amare la Versilia e credono di scrivere e lottare per essa, sono impegnate a disquisire dei Tordelli della nonna Beppa, della riscoperta dell’antico dialetto e di una miriade di annunci mortuari, è per questo che mi sono messo davanti al mio computer cercando civilmente (purtroppo non è facile) di descrivere  alcune brutture che stanno deturpando questo bellissimo territorio.

Le bellissime Apuane che hanno dato ispirazione ai più grandi artisti, lasciano spuntare dal cilindro del mago ancora case, ancora strutture che invadono l’ambiente, tensostrutture che nascondono il potere  di pochi, il verde della rigogliosa vegetazione lascia il posto a bassi filari di viti, il magico disordine della natura viene cancellato da geometriche linee di confine. Bisognerebbe  cominciare a capire quali sono le vere necessità dell’uomo,usando la propria razionalità per emanciparsi  arrivando a rinunciare al branco, ed abbandonando la sicurezza del gruppo  librando sempre più in alto come  il gabbiano Jonathan livistong. Purtroppo queste utopistiche idee vanno contro alle regole dei ben pensanti di coloro che vivono della memoria altrui, di quelli che parlano con la voce degli altri abbandonando e rinunciando alle proprie idee.

La realtà in cui viviamo è fatta di fiumi cementificati , di orrende arginature, di stade che si inoltrano sempre più nel mondo degli Elfi, di spazi verdi che diventano discariche a cielo aperto di laghi ,come quello di Porta ,dove fra un nido di Airone ed il volo di un Martin  Pescatore possiamo vedere la traccia indelebile dell’uomo che vi ha lasciato qualche materiale inquinante a far bella vista di se.

  Questo mio articolo   di denuncia vuole essere di stimolo e vuol far capire che noi pescatori a Mosca  apprezziamo la natura , e vogliamo a tutti i costi salvaguardarla, senza guardare in faccia a niente e a nessuno.Infatti in questo spazio vorrei raccogliere materiale che riguarda ogni sorta di inquinamento di abuso e di misfatto da parte dell’uomo nei confronti della terra, seguiranno  prossimamente una serie di immagini fotografiche commentate,che  illustreranno i vari stati di degrado ambientale che siamo costretti a tollerare.

 

 

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